
Prima il governo tedesco si oppone ad una sentenza della cassazione che lo obbliga a risarcire i familiari delle vittime della strage di Civitella, poi se la prende con il Presidente Napolitano. Mah.

Si sono presto sviati dalla strada che io avevo loro ordinato di seguire; si son fatti un vitello di metallo fuso, l'hanno adorato, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: "O Israele, questo è il tuo dio che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto".

Lo potete leggere quotidianamente e gratuitamente e in sei lingue sul Rénmín Rìbào, il quotidiano del Comitato Centrale per Partito Comunista Cinese. E' abbastanza interessante: permette di dare uno sguardo dall'interno al pianeta Cina (anche se lo sguardo e' limitato a cio' che il PCC vuol fare vedere), e di capire come il regime cinese vorrebbe essere visto. [LINK]
Questa mattina, appena alzato, ho acceso contro ogni mia abitudine la televisione. Su RAI1 c'era la diretta della visita del Presidente Napolitano al sacrario di El Alamein. Aspettando che uscisse il caffe' sono rimasto li in trance a guardare: per educazione e storia familiare son cose che mi toccano. Poi mi sono chiesto, ma ha senso? Insomma i soldati italiani combattevano per un regime odioso, che in quel momento opprimeva l'Italia, e non solo, gia' da 20 anni, un regime violentemente antisemita, un regime che la guerra l'aveva iniziata, e che l'aveva fatto perdipiu' senza la minima cognizione di causa. Il tutto alleato della Germania nazista, che e' inutile commentare. El Alamein, oltretutto, e' una sconfitta. D'altra parte quegli italiani li - i fanti, i paracadutisti, i carristi, gli artiglieri, i genieri, i combattenti delle campagne nordafricane insomma - non hanno commesso crimini, hanno combattuto una guerra "pulita", l'hanno fatto con mezzi, addestramento e corpo ufficiali inadeguati, sono morti per fedelta' ad una parola data. Che poi fosse data ad un Re traditore e ad un regime criminale e tragicomico non importa molto al fine di valutare. E poi, quelli che sono sopravvissuti, sono gli stessi italiani che in massima parte si sono rifiutati, a costo di una lunga e bestiale prigionia, di collaborare con i nazisti, sono gli stessi che in parte hanno resistito in armi ai tedeschi, prima in divisa e poi sulle montagne nelle varie formazioni partigiane, gli stessi che - pacificamente - hanno abbattuto la monarchia che li aveva traditi ed hanno creato la nostra Repubblica, che hanno ricostruito come hanno potuto il nostro paese materialmente e moralmente e che, infine, l'hanno fatto ricco. Alcuni di questi uomini li ho conosciuti, alcuni molto bene, e sono per me un esempio costante di cosa significhi essere uomini, prima di tutto, e cittadini. Insomma, celebrare El Alamein ha un senso, ed e' quello di onorare quegli uomini che si sono sacrificati per una causa sbagliata, che sono anche morti, che quando sono sopravvissuti hanno capito cosa era successo e con sacrificio hanno cambiato l'Italia in qualcosa per il quale meriti sacrificarsi.
La mia amica Ipazia diceva tempo fa che la schiavitu' non e' finita in Italia, ed e' vero basta guardarsi intorno in qualche viale di periferia al crepuscolo. Ma anche a Dubai non scherzano e oltretutto ai frutti di quella schiavitu' si scrivono peana... vabbe', si scrivono marchette, ma ci siamo capiti spero, il concetto e' che forse la Royal Navy si dovrebbe rimettere in moto, o la Indian Navy forse, data la nazionalita' di molti degli schiavi.
Nei sempre sorprendenti USA nasce un nuovo sport: il football americano in lingerie. Nonostante ricordi in modo preoccupante Idiocracy devo dire che approvo. [LINK]